gruppi pionieri

Il mio incontro magico con il Prof. Open day e colloquio di selezione

Un giorno di inizio Dicembre 2017 andai a casa di Michi, scrivemmo insieme frettolosamente il numero della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare su un pezzo di giornale e chiamammo, a ripensarci oggi mi fa strano pensare di aver scritto un numero così importante per il mio futuro su un pezzetto di carta da giornale come si può fare con la lista della spesa, eppure oggi riesco a dargli un senso più circolare, più autentico.

La segretaria ci invitò da lì a pochi giorni a partecipare all’Open day che si teneva nella scuola di Via Reno, dove avremmo potuto conoscere il

Recensione di Alberto Vito Carmine Saccu “I sommi sacerdoti. Autismo e Psicosi infantili” Edito da Scuola Romana di Psicoterapia Familiare, Roma, 2022, pp. 131

PUBBLICATO SULLA RIVISTA FRATTALI, N. 5, ANNO 3 NOV. 2022

LINK: https://www.rivistafrattali.it/

 Si è tenuto a Todi per tre giorni a metà ottobre un importante Congresso per festeggiare il trentennale delle attività di formazione della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare. Oltre a Carmine Saccu, direttore della Scuola, sono intervenuti diversi terapeuti, rappresentanti di altre scuole di matrice sistemico relazionale: Umberta Telfener (a cui vanno gli auguri per la recente nomina a  Presidente dell’EFTA European Family Therapy Association), Alfredo Canevaro, Pietro Barbetta, Camillo Loriedo, Marcelo Pakman (in video-collegamento dagli Stati Uniti), Rossella Aurilio e Fabio Bassoli. Altre relazioni sono state presentate da quattro didatti interni della S.R.P.F.: Antonio Acerra, Paolo Bucci, Stefano Fantozzi e Alberto Vito.

L'INTERVENTO SOCIALE NEL CICLO DELLE RELAZIONI

 “ (...Maria-Rupil_Romana-Colantonio.jpg) l’umanità che sprigiona dalla descrizione delle esperienze riportate nel libro,  è ciò che lascia traccia perché arriva al lettore con emozioni che durano nel tempo e per alcuni mobilizzano nuove traiettorie su come operare sul sociale, nella professione più difficile del mondo perché interviene non a parole ma nella vita reale di tutti i giorni, e per lo stesso motivo, per la ricchezza che ne deriva, è, mi viene da dire, anche il più bello.”

 Prof, Carmine Saccu

LA PAROLA E L'ASCOLTO

UVACari colleghi,

il seminario d’autunno “ La Parola e l’Ascolto” si è concluso recentemente.

Esprimo la mia gratitudine innanzi tutto ai protagonisti che in questi tre giorni hanno parlato delle loro esperienze nei diversi contesti con un occhio attento al nostro modello sistemico relazionale simbolico esperenziale.

L’entusiasmo e la voglia di condividere è stata la ricchezza del nostro incontro perché si percepiva il senso di appartenenza espresso attraverso i vissuti esperienziali. La presenza degli ex allievi del CIPS ( Coordinamento Internazionale Psicoterapeuti Sistemici) è stata intensa e i contributi portati di alto livello e anche di stimolo ed esempio per gli allievi attualmente in corso. Abbiamo anche esteso l’invito a personaggi importanti di altre scuole con cui collaboriamo didatticamente da anni e così pure a psicoterapeuti sistemici  dalla Spagna fino all’Argentina.

A ‘tu per tu’ con il maestro. Estratto di una pagina del diario di un’Amazzone – Cipolla

1627467955523Il pomeriggio del 9 luglio credo di aver sudato come se mi trovassi in un posto tropicale con una coperta di lana addosso. Alla fine dell’intervento di cui ora vi parlerò mi sono resa conto di essere felice e soddisfatta in modo direttamente proporzionale ai sali minerali che avevo perso.

Questa storia comincia all’inizio del mese di giugno del corrente anno, quando il prof. Saccu mi chiese di partecipare con lui all’evento di presentazione delle scuole di specializzazione in psicoterapia organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio. L’evento prevedeva che ogni scuola durante la propria presentazione, esponesse un caso clinico, ed è qui che il prof. mi ha chiesto di mettermi in gioco. Il primo pensiero che ho avuto è stato: “E adesso?! Cioè devo davvero partecipare con il prof. a questa cosa, parlare di psicoterapia ed essere video-registrata!?” Poco dopo quel “devo” è diventato un “voglio farlo”, poco dopo mi sono sentita lusingata dalla proposta del prof., poco dopo quando ho metabolizzato la richiesta ho sentito una gran voglia di fare ed organizzare l’intervento mio e del prof….. “Mio e del prof.” … altra riflessione riguardo questo evento è che l’intervento sarebbe stato MIO E DEL PROF., non del prof. a cui io avrei partecipato come spettatrice ma NOSTRO. Che meraviglia.

Deutero, il bambino e il cavallo: leggerezza e psicoterapia

immagine blog bisDesidero partire da una storia antica

L’Incontro

Ero entrato nella Scuola Romana di Psicoterapia Familiare per fare il colloquio di ammissione al primo anno del Corso di specializzazione. La segretaria mi fece accomodare in una stanza, dicendomi che il Professore (che io non avevo mai incontrato prima di allora) era in terapia, facendomi intuire che avrei dovuto attendere. Nella stanza trovai un bel bambino. Iniziammo subito a scambiarci sorrisi e a fare amicizia.

Dopo un po’ ci trovammo seduti per terra, l’uno a fianco dell’altro. Lui mi chiese se volessi giocare ai cowboy e agli indiani e non appena gli risposi di sì, mi disse con aria sbarazzina che avrei dovuto fare… il cavallo. Ormai avevo accettato, non potevo tirarmi indietro… e poi è risaputo che un adulto deve mantenere la parola data, soprattutto se la promessa è fatta a un bambino. Mi misi a quattro zampe, lui montò in groppa del suo improvvisato cavallo e via… più veloci del vento.

Il mio viaggio a Wonderland

00038 sabrina blogL’inizio di un’avventura

L’emozionante viaggio, scritto in queste righe, ha avuto inizio alla Scuola Romana di Psicoterapia Familiare con sede a Cagliari, una città vicino al mare caratterizzata da un clima mite e in cui spesso soffiano venti di maestrale, sollievo per la calura durante le afose giornate estive. Questo scritto parla di una Protagonista e dei suoi incontri, della sua storia e delle sue relazioni, ma ciascun personaggio appartiene ad un tempo e ad un luogo e non è necessario per il lettore affrettarne la conoscenza.

Cara Wilma ...

Cara Wilma Trasarti Sponti,
non abbiamo avuto tempo di salutarci e te ne sei andata in silenzio in questa epoca che ci costringe ad essere eremiti.
Tra tutti eri la più storica e senza barriere di sovrastrutture, hai dato senso all’amicizia, al rispetto e apprezzamento reciproco personale e professionale.
Nel regalarmi i libri di Milton Erickson, tu esperta anche di ipnosi, dicevi che io avevo una voce ipnotica e ci ridevamo insieme.
Sei stata sempre presente con i nostri ospiti stranieri con la tua capacità di trasmettere non solo parole quando traducevi ma anche emozioni, l’emozione che provo e proviamo quanti della Scuola Romana di Psicoterapia Familiare ti hanno conosciuta è di un grande dolore con una sensazione di perdita che solo il ricordo dei momenti più belli passati insieme può riempire.
Ti abbracciamo tutti.
Carmine

Diario di bordo di una Migrante: considerazioni notturne di un’apprendista terapeuta alla Stazione Tiburtina

Foto Planamente Marzia Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.

Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano…”

Rainer Maria Rilke

Rileggendo questa tesi mi sono accorta di quanto questo diario di bordo sui miei quattro anni di training formativi e di vita segua un flusso di coscienza che asseconda il guizzo delle emozioni e il loro movimento tumultuoso. Le risonanze sono tante e balenano nella testa in tutto il loro luccichio incantatore, come la danza di argentei salmoni su placidi ruscelli.

Comprendo bene, forse solo ora, quanto la mia quasi incosciente scelta di iniziare un percorso formativo in psicoterapia, così lontano dai miei iniziali convincimenti di intraprendere la carriera di psicologa giuridica e criminologa alla ricerca della Verità e del Colpevole, del Giusto e Sbagliato, del Buono e del Cattivo, delle classificazioni e categorizzazioni, sia stata la migliore scelta che abbia mai potuto fare.

“La regina dei ghiacci si veste a pois”

diploma 01 maggio 2020“Ogni viaggio inizia con un passo”, e spesso si prendono strade imprevedibili.

All’inizio del training il controllo e la verità mi sembravano l’unica strada da percorrere verso quello che pensavo potesse avere il valore di un senso assoluto. La mia capacità di razionalizzare, il mio emisfero sinistro, mi stavano accompagnando, potenti, in quello che mi sembrava un irrinunciabile sostegno. Guidata da, e alla continua ricerca di, fili logici che corrispondessero all’assoluto criterio della “Verità”. La scuola di formazione in psicoterapia rappresentava nelle mie aspettative un posto dove “lavorare” per trovare quella verità. Il gruppo sarebbe stato testimone partecipe di questo processo. Non avevo idea che il gruppo, diventando “gruppo di appartenenza” avrebbe rappresentato quella che viene definita “matrice”, che ha reso possibile il vivere un’esperienza emotiva, attraverso la quale è passato il mio processo di apprendimento. Sorprendentemente differente da quello che mi sarei aspettata.