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Tra Mappa e Territorio: Paradossi, Cecità Istituzionale e il futuro dello Psicologo Sistemico tra Clinica e Politica

MGNL FotoProfilo Montblanc2Scrivo queste note a margine del Convegno "Complessità e Salute. La diagnosi relazionale in ambito clinico, educativo e sociale" organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Scuola Romana di Psicoterapia Familiare (Roma, 25 novembre 2025), per approfondire con una restituzione di senso e chiarezza una giornata densa di risonanze.

La mia presenza in sala non era casuale ma intrapresa con un dilemma, non solo personale, che rifletteva esattamente il conflitto sistemico della Dissonanza Ambiente/Potenziale che costituiva il cuore di un mio caso clinico su cui ho lavorato intensamente e che avevo appena definito con un insight: il fallimento del sistema genitoriale nel guardare il quadro clinico complesso (2E-APC e DSA) perché polarizzato sul deficit, mi appariva speculare al fallimento del sistema sanitario/previdenziale (INPS/SSN[1]) nel percepire la complessità della disabilità a causa della sua polarizzazione su paradigmi e modelli tecno - burocratici.

Quando è arrivata la mia ammissione al Convegno ho deciso di partecipare "impreparata" (nel senso di senza uno script predefinito), portando solo il mio "non so" e affidandomi all'ascolto intenzionale per fare nascere le mie "parole" (intervento). La sentivo una scelta metodologica e strategica perfettamente coerente con i principi della Scuola Romana e del tema stesso del webinar "La parola e l'Ascolto" che mi aveva appassionata il sabato precedente. Soprattutto, sentivo che riferire la questione della Riforma della Disabilità e della riduzione del ruolo dello psicologo in INPS non era solo un atto di coraggio ma un atto deontologico e un intervento sistemico necessario, specialmente in un convegno co-organizzato dall'ISS e che vedevo giusto accadere all'intersezione di una crisi sistemica (la riforma della disabilità portata avanti da  INPS) e di un modello clinico avanzato (la diagnosi relazionale).

Sentivo di portare con me due potenti strumenti: la mia conoscenza del caso clinico sistemico (la micro-dinamica) e la mia consapevolezza della crisi sistemica istituzionale (la macro-dinamica). L'ascolto mi avrebbe detto quando e come usare la mia parola per collegarle. Non avevo bisogno di preparare nulla, ma di porre una domanda: "Alla luce del tema sulla diagnosi relazionale nel contesto sociale, chiedo come il tavolo scientifico si posiziona rispetto alla riforma della disabilità che vede un allontanamento della figura dello psicologo integrativa nelle Commissioni Medico Legali di tutta Italia, a favore di un approccio puramente amministrativo; e quale ruolo vede l'ISS per la diagnosi di complessità (per esempio l’autismo in comorbilità con ADHD oppure come la 2E, ovvero APC con DSA[2]) in un contesto istituzionale orientato al modello Cognitivo-Comportamentale o alla sua applicazione come paradigma prevalente e spesso esclusivo nelle istituzioni sanitarie e amministrative ?" Avevo tutta la carica per parlare non solo di "problemi di psicologi", ma di "fallimento sistemico nella diagnosi relazionale della complessità".

Senza Regole né Maestri: La Pratica Sistemica in INPS al tempo della “Guerra Grande a Tempeste unificate”[3]

Se il contesto geopolitico e istituzionale ci dice che siamo ormai 'Senza Regole né Maestri', costretti a navigare a vista nella tempesta, è proprio in questa assenza che la psiche cerca altrove i suoi riferimenti.

Fuori c'è la 'Guerra Grande' e la burocrazia della giungla; dentro, invece, sopravvivono i Maestri. Ma non più come figure autoritarie in carne ed ossa che dettano legge, bensì come presenze oniriche. Io stessa li vivo come in un sogno perché oggi la saggezza sistemica non è più un codice scritto nei manuali o nelle circolari INPS, ma un'eredità interna, un’immagine benevola che ci guida quando le mappe ufficiali non servono più. Mi sento testimone del passaggio da un mondo basato sulle regole alla legge della giungla.

Perciò, nel mio intervento al Convegno ho detto di guardare ai miei Maestri della Scuola Romana "come in un sogno", mantenendo quell'idealità e quella curiosità con cui mi approccio ai libri. E proprio come un libro aperto, ho tentato di porgere la mia esperienza, per verificare se, nel tempo, ci fosse stato un avvicinamento tra la teoria che custodiamo (la Mappa) e la realtà che noi viviamo (il Territorio).

Mi definisco una professionista del "Territorio", con un'identità integrata: dal 1995 a tutt’oggi svolgo attività clinica privata, ma per oltre vent'anni (1992-2016) ho lavorato nelle cooperative sociali accreditate con il Comune di Roma. Un'esperienza sistematizzata nel volume "Riabilitazione psicosociale in età evolutiva" (Erickson, 2020), inviato alla Scuola come segno di scambio scientifico ma caduto in quel silenzio che spesso separa l'accademia dalla trincea. Dal 2020 opero come esperta nelle Commissioni Medico-Legali (CML) dell'INPS, integrando la valutazione della disabilità (L. 104/92, L. 68/99) con lo sguardo sistemico-relazionale.

Il Contesto: La Rana Bollita e la Disconferma reiterata

Prima di arrivare al Convegno, avevo già mappato le criticità di questo Territorio. Da anni viviamo un quadro di disparità inaccettabile: mentre i medici di categoria hanno firmato un rinnovo di contratto a giugno 2025 già inquadrati come previsto dal nuovo decreto e con una tariffa di 35€ l'ora, noi psicologi restiamo fermi a un ruolo ibrido definito dalla vecchia normativa “Operatore sociale Esperto Ratione Materiae”  e con cifre nettamente inferiori, a forfait, in base alla durata delle attività in CML (circa 22€ l’ora, cifra che oscilla a seconda della Regione, come p.e. in Umbria dove arriva a circa 16€/ora). Siamo vincolati in un "Doppio Legame" contrattuale: definiti liberi professionisti iscritti all’Albo/Ordine sulla carta, ma vincolati come dipendenti nei fatti e negati nell'autonomia valutativa e diagnostica del nostro Codice Deontologico. La disconferma non è solo teorica, è pragmatica. A riprova di questa immobilità, proprio a settembre u.s. ci siamo trovati costretti a firmare il rinnovo per un altro anno alle medesime condizioni inique.

È il principio della "Rana Bollita" (N. Chomsky): ci siamo abituati a un'acqua che si scaldava lentamente – anno dopo anno, fino all'ultimo rinnovo ibrido di settembre 2025 – finendo per accettare condizioni letali per la nostra dignità e identità professionale. Ma anche questo non è un caso, è un sistema di Disconferma Reiterata e Logoramento.

Il Paradosso Clinico: Medusa e lo Specchio

In questo scenario, il paradosso è evidente: la diagnosi relazionale è "regina" nei convegni, ma è "esule" nelle istituzioni pubbliche. Il Prof. Saccu, nella sua lezione magistrale parlando della "relazione negata", ha usato la metafora della Medusa che pietrifica, suggerendo l'uso dello Specchio di Perseo per poter agire senza essere annientati. Ebbene, oggi la vera Medusa che rischia di pietrificare la nostra professione è proprio la Realtà Istituzionale: riforme che cancellano la complessità e burocrazia che sostituisce la relazione.

Io ho provato a essere quello Specchio per la Scuola, riflettendo questa realtà aberrante affinché potesse integrarla nella propria visione. Mentre attraverso il mio libro sono stata lo Specchio del contesto Comune di Roma/Cooperative sociali,  al Convegno ho riportato l'esperienza di 482 colleghi che rischiano, insieme a me, di essere sostituiti da un profilo di "Funzionario Sanitario" generico, in un processo agito dall'INPS verso di noi in silenzio, nonostante la Riforma della Disabilità (D.lgs. 62/2024) parli di approccio bio-psico-sociale.

Ancora, ho rilevato un preoccupante isomorfismo: il sistema-Scuola ha rifiutato lo specchio (omeostasi difensiva). Il silenzio immobile del Vertice di fronte all'emergenza del mio intervento, in contrasto con il non verbale e l'applauso della platea (Base), è stato un momento di pietrificazione istituzionale davanti alla realtà che schiaccia l'attività diagnostica complessa svolta da 483 professionisti nelle CML: psicologi/psicoterapeuti di diversi approcci (90%) e assistenti sociali (10%) che integrano oggi le Commissioni Medico-Legali per la L.104/1992 (riconoscimento della disabilità/handicap provocati dalle minorazioni/patologie) e L. 68/1999 (collocamento lavorativo mirato/inabilità lavorativa).

 

A che gioco giochiamo? Il Cinismo Sistemico e il Limbo del Concorso

Ma cosa riflette quello specchio? Riflette un sistema in stallo, vittima di una Paralisi Funzionale. L'INPS evita da un anno di espletare il concorso pubblico nazionale, bandito dallo stesso Istituto a dicembre 2024, per 781 posti di funzionario sanitario e che ha attratto circa 39.000 candidati. Una massa ingestibile, una "bomba" logistica ed economica che l'Istituto, paralizzato dalle sue dimensioni e dai riassetti interni, non riesce a gestire.

Siamo di fronte a un paradosso organizzativo:

  • Il Gigantismo Ingestibile: Il concorso è bloccato dal caos gestionale.
  • La Supplenza del Precario: Chi manda avanti il servizio? Noi. I 483 professionisti già in forze e la graduatoria del 2023, per soli titoli, vigente fino al 2027: circa 1000 professionisti idonei, a livello regionale/nazionale, che da anni (da 1 a 5-10-15 anni) si impegnano a mantenere alta la loro posizione in graduatoria continuando a specializzarsi per accedere all’incarico libero professionale annuale.

Ecco svelato "il gioco": che sia strategia o pura entropia, l'effetto è un atto di Cinismo Sistemico. L'INPS non fa il concorso perché è nel caos, ma può permettersi di restare nel caos proprio perché ci siamo noi a coprire i buchi come "funzionari ibridi". Siamo l'ammortizzatore sociale della loro inefficienza (una "Tentata Soluzione che alimenta il Problema" - Paul  Watzlawick).

E si profila all'orizzonte l'ipotesi più inquietante, l'Ultimo Paradosso: che la formazione dei neo-assunti (se e quando arriveranno) venga affidata proprio a noi, agli attuali operatori esperti, in una fase di affiancamento che precede l'espulsione. Sarebbe un atto di "cannibalismo professionale": l'istituzione ci chiede di trasferire il nostro know-how clinico per "addestrare" chi prenderà il nostro posto con competenze ridotte, completando lo sfruttamento prima della cancellazione.

La Manipolazione dei Ruoli: Il Conflitto tra Albi e la Dequalificazione

C’è un ulteriore livello di disfunzionalità che rivela l’intento dell’Istituto: la manipolazione dei confini professionali. Il bando di concorso per 781 “Funzionari Sanitari” apre le porte ai laureati triennali (iscritti all’Albo B dell’Ordine come Dottori in tecniche psicologiche), equiparandoli di fatto, nella mansione e nell’inquadramento, agli Psicologi e Psicoterapeuti (Albo A) che oggi reggono il servizio.

Questa operazione introduce un conflitto epistemologico e normativo gravissimo. L’Ordinamento della professione (L. 56/89) e le norme deontologiche stabiliscono una gerarchia di competenze precisa: il Dottore triennale (Albo B) non ha piena autonomia diagnostica e deve operare sotto la supervisione di uno Psicologo (Albo A). In termini sistemici, si tratta della violazione della Gerarchia Funzionale teorizzata da Salvador Minuchin: un sistema sano richiede confini chiari e una differenziazione di funzioni basata sulla competenza e sulla responsabilità. Equiparare Albo A e Albo B non è un atto di "democrazia", è una disfunzione sistemica. È come un sistema in cui saltano i confini generazionali e si chiede ai figli di svolgere le funzioni dei genitori: si crea caos, si sovraccarica chi non è pronto e, in ultima analisi, si impedisce la cura. L'INPS, invece, con un atto di imperio burocratico, sta tentando di appiattire questa gerarchia, creando la figura ibrida del "Funzionario Sanitario": un contenitore generico che permette di assumere figure tecniche (meno costose e meno autonome) per svolgere funzioni che richiedono l'alta specializzazione della diagnosi complessa.

Il risultato è un paradosso clinico: mentre la Riforma della Disabilità (D.Lgs. 62/2024) richiede una valutazione di base secondo il paradigma bio-psico-sociale di altissimo livello (ICF, progetto di vita), l’INPS risponde reclutando profili professionali con competenze ridotte. Non è solo un problema sindacale, è un problema di salute pubblica: si rischia di affidare la complessità della vita delle persone disabili a chi, per legge, non ha ancora gli strumenti completi per valutarla in autonomia. È la sostituzione della Diagnosi (atto clinico complesso) con la Rilevazione del dato (atto tecnico procedurale).

 

La Formalizzazione del “Funzionario Ibrido”: Il Quadro Deliberativo Recente

La conferma di questa strategia di “svuotamento identitario” trova riscontro negli atti di indirizzo dell’Istituto, in particolare nella recente Delibera del CdA n. 149 del 18 dicembre 2024. Con questo atto, l’Istituto ha definito il profilo di ruolo di “Specialista delle aree psicologiche e sociali”, tracciando un perimetro che conferma i timori della categoria:

  1. L’Indifferenziazione Professionale: Psicologi e Assistenti Sociali – professioni con epistemologie, Albi e metodologie distinte – vengono ricompresi in un’unica declaratoria funzionale.
  2. La Semantica della Subalternità: La declaratoria del ruolo non enfatizza l’atto autonomo della diagnosi o della valutazione clinica, ma utilizza il concetto di “cooperazione nel processo di valutazione di base”.
  3. La Burocratizzazione delle Competenze: Tra le competenze definite, l’accento cade su aspetti procedurali come “Analisi e gestione documentale”, “Gestione amministrativa in ambito sanitario” e “Registrazione e reportistica”, a discapito della specificità dell’atto psicodiagnostico complesso.

Siamo di fronte alla certificazione normativa del “Funzionario Amministrativo con background sanitario”: una figura costruita per gestire procedure, non per incontrare la complessità clinica come previsto dalla Legge 56/89.

L’Equivoco Semantico: “di Base” non significa “Elementare”

Questa operazione di ingegneria burocratica nasce da un gigantesco equivoco, forse voluto: l’INPS interpreta la “Valutazione di Base” prevista dalla Riforma come qualcosa di elementare, una raccolta dati da affidare a un funzionario amministrativo. Ma in ottica clinica e normativa, “di Base” significa Fondativa. Essa pone le basi strutturali per il Progetto di Vita che la persona andrà a definire nella successiva valutazione multidimensionale dei servizi territoriali.

Se affidiamo questa fase delicatissima a un “Funzionario Sanitario” privo di competenze in diagnosi complessa, il risultato non sarà una valutazione clinica, ma una raccolta di dati psicosociali di tipo statistico. Si trasforma la storia di vita del paziente in un codice a barre. Se la base è statistica e non clinica, l’intero Progetto di Vita successivo sarà costruito sulla sabbia.

Di fronte a questo svilimento, è prevedibile che molti degli attuali psicologi e psicoterapeuti – professionisti con decenni di esperienza e studi privati avviati – non accetteranno di partecipare a un concorso che nega la loro identità. Piuttosto che indossare l’abito stretto del funzionario statistico, sceglieranno di reinventare il proprio lavoro nel mercato libero, come hanno sempre fatto. E l’INPS perderà definitivamente quel patrimonio di competenze che oggi, paradossalmente, cerca di ingabbiare.

Scismogenesi Sindacale e Silenzio degli Ordini

A questo quadro si aggiunge la frammentazione politica (scismogenesi). Mentre l’Ordine degli Psicologi è informato ma tace, assistiamo alla rottura del fronte sindacale. Inizialmente, l’azione era unitaria, ma la CGIL FP ha scelto di procedere in solitaria al tavolo delle trattative con i Dirigenti INPS, senza comunicare con la sigla della categoria psicologi (Si.Na.Psi). La rottura non è stata formale, ma sostanziale e di metodo: la sigla confederale ha scelto di rimuovere (‘defalcare’) dall’ istanza di un tavolo negoziale la complessità delle richieste specifiche che avevamo elaborato (riconoscimento del ruolo di figura sanitaria dello psicologo L. 56/1989 e di esperto Art. 9 del nuovo DL n.62/2024, adeguamento al benchmark medico, valorizzazione del WHODAS 2.0) pur di facilitare l’apertura di un tavolo negoziale che, però, si è rivelato dilatorio.

Si.Na.Psi non ha accettato questa riduzione della complessità. Abbiamo rifiutato di sedere a un tavolo dove il prezzo del biglietto era il silenzio sulla nostra identità professionale. Affidarsi al sindacato generalista che ‘semplifica’ per trattare è una trappola: si finisce per barattare la specificità clinica in cambio di una tutela generica da ‘funzionario ibrido’.

Qui emerge un paradosso comportamentale che illumina la nostra crisi identitaria: nonostante Si.Na.Psi offra l’iscrizione gratuita (inclusa nella polizza assicurativa professionale obbligatoria di CAMPI), molti colleghi preferiscono pagare una quota aggiuntiva per tesserarsi alla CGIL. È un sintomo preciso: di fronte all’angoscia, si cerca la protezione del “grande numero” (il sindacato generalista) rinunciando alla propria specificità. Si preferisce essere tutelati come “lavoratori generici” piuttosto che come “specialisti clinici”.

Tuttavia, affidarsi al sindacato generalista o alla solidarietà dei colleghi medici è una trappola mortale per la nostra identità:

  1. Rischio CGIL (Appiattimento): Barattano la specificità clinica per la salvaguardia occupazionale generica (“Funzionario Sanitario”).
  2. Rischio Medici (Ancillarietà): Se ci difendono i medici, diventiamo i loro “ausiliari”, cristallizzando la gerarchia dove la diagnosi è solo medica.

Laddove l’Ordine tace e la politica disgrega, il sindacato di categoria Si.Na.Psi resta l’unico argine per difendere la funzione diagnostica complessa, tentando di ricucire lo strappo tra identità professionale e tutela lavorativa.

Una “Peer Review” Sistemica

Al Convegno “Complessità e Salute” per il mio intervento ho scelto il tempo della Tavola Rotonda tenuta dalla Scuola Romana di Psicoterapia Familiare-Roma:  “Leggere i contesti: la diagnosi relazionale tra clinica, educazione e società”. Desideravo che il mio intervento si ponesse in un contesto preciso come una strategia contro-paradossale per svelare tre limiti epistemologici cruciali che oggi la Scuola sembra tacere:

  1. Il Limite del Contesto: Si insegna a operare nel setting clinico, tacendo che tale setting non è un diritto naturale, ma una concessione politica che oggi viene smantellata.
  2. Il Limite dello Strumento: Si propone la diagnosi relazionale come universale, tacendo che essa è “muta” di fronte ai protocolli amministrativi come quelli INPS.
  3. Il Limite dell’Onnipotenza: Si parla di “cura”, tacendo che la clinica è impotente di fronte a leggi strutturali che generano precariato ed esclusione dei professionisti non medici (psicologi/psicoterapeuti).

Sentirsi al sicuro nel “Tempio” della teoria, protetti dalla storia e dalle alleanze, genera uno scotoma (un punto cieco) che impedisce di vedere ciò che accade oltre le mura.

Conclusioni: Chronos e Kairos

La Scuola rischia di restare nel Kairos (il tempo ideale del convegno), ignorando il Chronos (il tempo reale) che fuori consuma le possibilità di lavoro. È il tempo delle graduatorie immobili in cui, a 65 anni e pur con un concorso da Dirigente Psicologo vinto, resto una libera professionista in attesa in un paesaggio di servizi smantellati.

E l’ulteriore paradosso è che i concorsi banditi e le graduatorie scadute senza le assunzioni necessarie, mentre i servizi vengono frammentati, sono presentati come operazioni economiche che solo i “ciechi di visioni” assumerebbero come vere!

Nel “Tempo” della realtà del Convegno, ho dovuto segnalare alla referente dell’ISS un dato gravissimo: il Tavolo Tecnico Ministeriale per la Riforma della Disabilità è stato una “scatola vuota”: durato solo due mesi (marzo 2023 scadenza 31/05/2023), senza accademici, né esperti psicologi al suo interno e mai realmente attivato. La referente ISS ha ammesso che “non era scontato nemmeno che noi fossimo invitati”. Questa è una svalutazione a cascata: se persino il vertice scientifico (ISS) è subalterno alla politica, noi (la Base) diventiamo invisibili.

Conseguenza: La politica ha deliberatamente lasciato l’INPS come referente unico e caotico, senza contraddittorio scientifico. Lontano dalla complessità che è ordine e funzionalità. (Teoria della Complessità: E. Morin, I. Prigogine).

Ecco perché insisto: fuori dal Tempio, la realtà brucia. E ignorare lo Specchio che arriva dal Territorio non salva dalla Medusa: lascia semplicemente che essa avanzi indisturbata.

Vi restituisco questa lettura con la franchezza di chi ha integrato la teoria con la prassi, segnalando un errore di prospettiva e una punteggiatura della narrazione che non danneggia me, ma il futuro della categoria.

Serve una nuova alleanza tra Clinica e Politica professionale, o non rimarrà nessun territorio su cui applicare la nostra mappa.

Perché non possiamo permettere che la nostra professione diventi quella descritta dall’ironia amara di Wislawa Szymborska nella poesia “La Mappa”: un disegno perfetto dove le rovine non si vedono e le persone sono ridotte a silenzio.

LA MAPPA

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata. Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani, accarezzare i poli senza guanti grossi, posso con un’occhiata abbracciare ogni deserto insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto l’equatore, un assoluto silenzio sparso come semi, ma in ogni seme nero la gente vive.

Forse comuni e improvvise rovine sono assenti in questo quadro. I confini si intravedono appena, quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie. Perché sbarrano il passo a verità aggressive. Perché con indulgenza e buon umore sul tavolo mi dispongono un mondo che non è di questo mondo.

 

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Noi siamo quella gente che vive dentro il silenzio della mappa. Noi siamo quelli che si occupano delle rovine e delle verità aggressive che la burocrazia tenta di nascondere. Non possiamo accontentarci di un mondo di carta. Dobbiamo restare a guardia del Territorio.

Roma, 1° Dicembre 2025

A cura di:

Dr.ssa Maria Grazia Letizia Psicologa, Psicoterapeuta | Indirizzo sistemico-relazionale.C.I.P.S. Member. Iscrizione Ordine Psicologi Lazio n. 4135 (dal 1993). Specializzata presso la Scuola Romana di Psicoterapia Familiare (1986). Esperta Ratione materiae c/o CML – INPS. Delegata Si.Na.Psi (Sindacato Nazionale Psicologi) per il Lazio.

 

 

Riferimenti Bibliografici

  • AA.VV., L’Ordine del Caos, in «Limes - Rivista Italiana di Geopolitica», n. 1/2025.
  • Bateson, G., Verso un'ecologia della mente, Adelphi, Milano, 1977.
  • Berne, E., A che gioco giochiamo, Bompiani, Milano, 1967.
  • Chomsky, N., Media e potere, Bompiani, Milano, 2014.
  • Letizia, M.G., Soriani, S., Riabilitazione psicosociale in età evolutiva. Setting e progetti dalla musicoterapia alla co-terapia con gli animali, Erickson, Trento, 2020.
  • Minuchin, S., Famiglie e terapia della famiglia, Astrolabio, Roma, 1976.
  • Morin, E., Introduzione al pensiero complesso, Sperling & Kupfer, Milano, 1993.
  • Ovidio, Le Metamorfosi (Libro IV: Perseo e Medusa), Einaudi, Torino, 2015.
  • Prigogine, I., Stengers, I., La nuova alleanza. Metamorfosi della scienza, Einaudi, Torino, 1981.
  • Saccu, C., Lezione magistrale. La diagnosi relazionale in pratica: un caso clinico. Convegno "Complessità e Salute", Roma, 25 novembre 2025.
  • Stern, D.N., Il momento presente. In psicoterapia e nella vita quotidiana, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005
  • Szymborska, W., La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi, Milano, 2009.
  • Watzlawick, P., Weakland, J.H., Fisch, R., Change. Sulla formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma, 1974.

Riferimenti Normativi e Atti Istituzionali

  • Legge 18 febbraio 1989, n. 56, Ordinamento della professione di psicologo.
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104, Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.
  • Legge 12 marzo 1999, n. 68, Norme per il diritto al lavoro dei disabili.
  • Legge 21 aprile 2023, n. 49, Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali.
  • D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62, Definizione della condizione di disabilità [...] e valutazione multidimensionale per il progetto di vita individuale personalizzato e partecipato.
  • Decreto del Ministro per le Disabilità (Marzo 2023), Istituzione del Tavolo tecnico per l’analisi degli aspetti giuridici e medico-legali in materia di disabilità.
  • Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, approvato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine (CNOP).
  • INPS, Deliberazione del CdA n. 149 del 18 dicembre 2024, "Istituzione profilo di ruolo di 'Specialista delle aree Psicologiche e Sociali'".
  • INPS, Bando di Concorso "Home Care Premium 2025", Assistenza domiciliare per i dipendenti e pensionati pubblici, per i loro coniugi, per parenti e affini di primo grado non autosufficienti.

 

[1] INPS ovvero Istituto Nazionale della Previdenza Sociale; SSN ovvero Sistema Sanitario Nazionale

[2] 2E (Twice Exceptionality): Doppia Eccezionalità, condizione in cui coesistono l'Alto Potenziale Cognitivo (APC) e un disturbo del neurosviluppo. Esempi frequenti sono i DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) o l'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder - Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

[3] Cit. AA.VV., L’Ordine del Caos, in «Limes - Rivista Italiana di Geopolitica», n. 1/2025.

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